Un farmaco di precisione diretto verso un oncogene si è dimostrato estremamente efficace contro i tumori in test preclinici

Era il 2015 quando l'allora presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo messaggio alla nazione, annunciava un grande progetto scientifico, la Precision Medicine Initiative. Un momento storico che segna la nascita della medicina di precisione, fino ad allora un campo di ricerca frequentato solo da pochi scienziati, e la porta direttamente dentro le case dei cittadini, in tutto il mondo, non solo negli Stati Uniti. Un discorso, quello di Obama, che parlava di un futuro a portata di mano dove la cura è «su misura» per ogni singolo paziente, come si trattasse di un vestito di sartoria, nel quale una medicina colpisce con precisione, guidata dalla moltitudine di dati che derivano dalla decifrazione del genoma. Questi dati, se ben interpretati, possono fornire chiavi di accesso alla comprensione dei meccanismi che sono all'origine e che sostengono la progressione delle malattie. Ben 25 anni prima, in Piemonte, il gruppo di ricerca guidato da Paolo Comoglio aveva scoperto una di queste chiavi, l'oncogene MET. «I geni le cui mutazioni sono alla base dello sviluppo del cancro sono poche decine e MET è uno di questi», spiega Comoglio, già direttore dell'Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo, oggi Decano, e da due anni presidente di Metis Precision Medicine, azienda biotech che opera nel campo dell'oncologia di precisione. «Dopo la scoperta abbiamo studiato questo oncogene per più di vent'anni, prima di poter trasferire il frutto delle nostre ricerche al letto del malato. Oggi possiamo colpire con esattezza una mutazione genetica individuata come cruciale per lo sviluppo del tumore. Si è sviluppata la medicina di precisione e noi abbiamo in mano il bersaglio per un farmaco». Così, a coronamento della sua carriera accademica, Comoglio ha fondato Metis, la start-up che porta il nome di Metide, amante di Giove, madre di Minerva dea della scienza. Metis è una cosiddetta «B-corp», una società cioè soggetta a particolari controlli in tema di trasparenza ed eticità, appropriata per chi ha un impegno sociale e umanitario come la cura del cancro. In particolare, la start-up sta sviluppando farmaci di precisione, come gli anticorpi monoclonali capaci di colpire MET e quindi di bloccare la crescita di certi tumori e la diffusione delle metastasi.

Una lunga strada

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire come funziona questo oncogene. MET codifica per il recettore di un fattore di crescita. In condizioni di normalità solo le cellule staminali possono esprimere questo oncogene, necessario per la crescita cellulare e la riparazione dei tessuti. Certe cellule cancerose, però, sono capaci di piegare questo meccanismo al loro servizio e MET diventa la causa dello sviluppo e della diffusione del cancro. Quando l'oncogene si attiva in maniera non regolata, mette in moto processi che portano a una cattiva prognosi della malattia: la formazione di vasi sanguigni che nutrono la neoplasia e il diffondersi delle cellule nel corpo a formare metastasi. Un bersaglio ideale quindi per cercare di mettere un freno al cancro. In effetti numerose ricerche hanno dimostrato che le molecole in grado di spegnere questo oncogene riescono a fermare la proliferazione tumorale e rallentare la diffusione delle metastasi. «Nei laboratori di Candiolo sono state studiate struttura e funzioni dell'oncogene, ed è stato generato un anticorpo monoclonale umanizzato», spiega Comoglio. «La molecola sviluppata, chiamata h0A-DN30, è stata brevettata dall'Università di Torino, che insieme all'istituto di Candiolo ha partecipato alla ricerca, e poi nel 2007 è stata acquistata dalla neonata start-up, che ora si propone di portarla sul mercato». Una strada lunga quella percorsa finora, durante la quale il gruppo di ricerca di Comoglio ha prodotto oltre 350 pubblicazioni scientifiche, che ha portato alla fase preclinica, che precede la sperimentazione sugli umani. I risultati ottenuti fin qui sono stati così interessanti da intercettare l'attenzione del Club degli Investitori, di Italian Angels for Biotech e di investitori stranieri che hanno sottoscritto strumenti finanziari partecipativi a supporto della crescita della start-up torinese. «Il nostro anticorpo ha un meccanismo di azione unico, diverso da altre molecole in fase sviluppo, e, sulla base dei risultati promettenti ottenuti negli studi preclinici, si conferma un importante candidato per la fase clinica. Il suo profilo di sicurezza è ottimo e si può produrre in grandi quantità con le tecniche dell'ingegneria genetica», va avanti Comoglio. Il nuovo apporto di liquidità permetterà l'avvio dell'ultima fase delle attività precliniche che porteranno presto alle prime sperimentazioni sull'essere umano. Sono passaggi delicati e costosi, affidati ad aziende esterne incaricate di valutare la dinamica e la cinetica della molecola. 

Ottimismo per il futuro

Ma anche se la strada è ancora lunga, le potenzialità sono davvero evidenti: MET è il driver gene responsabile della malattia nel 2-3 per cento dei casi di cancro, il che corrisponde a circa 300.000 nuove diagnosi all'anno. «In alcuni tumori l'incidenza è alta, per esempio nel cancro dello stomaco », spiega Comoglio. «La medicina di precisione non considera solo l'organo in cui si sviluppa il tumore, ma soprattutto quali oncogeni mutati lo sostengono. È un cambiamento di paradigma che stiamo vivendo in questi anni. Il nostro anticorpo avrà indicazioni terapeutiche basate non tanto sull'organo colpito dal cancro, ma sull'analisi genetica che avrà rivelato la mutazione dell'oncogene». Anche gli studi clinici che serviranno a dimostrare l'efficacia di h0A-DN30 saranno progettati in maniera innovativa, considerando il target più che l'organo. Nel futuro di Metis Precision Medicine non c'è solo l'anticorpo monoclonale anti-MET: Comoglio e il suo gruppo hanno scoperto come accendere o spegnere l'oncogene, a seconda dell'obiettivo terapeutico. Per progettare farmaci di precisione e dare concretezza al discorso del presidente Obama.

Le Scienze, Maggio 2019